Maria Luisa Donatiello

Maria Luisa Donatiello

Moglie, mamma, docente di ruolo di Strumento musicale presso scuola secondaria di primo grado. Laureata alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Beni Culturali e in Libro-Testo-Comunicazione (Archivistica e Biblioteconomia) e presso il Conservatorio di Avellino in Flauto e in Discipline storiche-critiche e analitiche della musica (DISCAMUS). Membro della redazione del portale on line InFormazione Cattolica.
Curatrice del Blog L’ANCORA E IL DELFINO, scrittrice e autrice di articoli e recensioni.

URL del sito web:

L’ERESIA È IL DUBBIO CHE OFFUSCA RAGIONE E COSCIENZA

  • 25 Maggio 2021 |

Fin dalle sue origini la Chiesa cattolica è stata contrastata con persecuzioni e con l’insorgere di eresie e ancora oggi è esposta alle intemperie delle ideologie relativiste, scismatiche ed eretiche. Il suo trionfo è però una promessa e la vittoria di Cristo è già stata sancita, mentre a noi, uomini e donne di questo tempo, non resta che combattere la buona battaglia in difesa della Verità rivelata, del Magistero, in favore dell’evangelizzazione e ricercando la santità per mezzo della grazia dei Sacramenti e guidati dalla luce della Parola.

Il termine eresia è associato a incredulità, apostasia e scisma termini ben chiariti nell’articolo n. 2089 del Catechismo della Chiesa cattolica (CCC) nel quale si legge: “L’incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. L’eresia è l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato; l’apostasia è il ripudio totale della fede cristiana; lo scisma è il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetta.”

Durante i secoli molte ferite sono state inferte all’unità della Chiesa cattolica, che è per definizione universale, una e santa: “sono sorte fin dai primissimi tempi alcune scissioni […] ma nei secoli posteriori sono nati dissensi più ampi e comunità non piccole si sono staccate dalla piena comunione della Chiesa cattolica, talora non senza colpa di uomini d’entrambe le parti”. (CCC817)

Volendo comprendere, dal punto di vista storico, l’origine del problema delle eresie è necessario fare un passo indietro nel tempo quando “le prime eresie più che la divinità di Cristo hanno negato la sua vera umanità (docetismo gnostico). Fin dall’epoca apostolica la fede cristiana ha insistito sulla vera Incarnazione del Figlio di Dio “venuto nella carne”. Ma nel terzo secolo, la Chiesa ha dovuto affermare contro Paolo di Samosata, in un Concilio riunito ad Antiochia, che Gesù Cristo è Figlio di Dio per natura e non per adozione. Il primo Concilio Ecumenico di Nicea nel 325 professò nel suo Credo che il Figlio di Dio è “generato, non creato, della stessa sostanza “homousios” del Padre”, e condannò Ario, il quale sosteneva che “il Figlio di Dio veniva dal nulla” e che sarebbe “di un’altra sostanza o di un’altra essenza rispetto al Padre” (CCC 465)

Un caso di eresia, verificatosi in Svizzera nel XIX secolo, fu trattato da Papa Pio IX con l’emanazione della lettera apostolica “Graves ac diuturnae” firmata il 23 marzo 1875 e volta a mettere in luce e ad arginare l’azione di un gruppo di scismatici ed eretici, attivi soprattutto nella città di Basilea, i quali, scriveva allora il Sommo Pontefice, “col favore dell’autorità civile, esercitano il ministero della condannata loro setta, e, occupate violentemente le parrocchie e le chiese da preti apostati, non tralasciano alcun genere di frode e di artificio per attirare miseramente nello scisma i Figli della Chiesa cattolica. […] Per diffondere poi ampiamente le loro dottrine eretiche, sappiamo pure che alcuni di essi hanno assunto l’ufficio d’insegnare la sacra teologia nell’Università di Berna, sperando in tale modo di potere guadagnare fra la gioventù cattolica nuovi seguaci della loro condannata fazione.”

L’origine di ogni male è dunque sempre il peccato dell’uomo, che è mancanza d’amore verso Dio e verso il prossimo e trasgressione e mancanza di fede nei confronti della verità rivelata e di nostro Signore Gesù Cristo, “le scissioni che feriscono l’unità del Corpo di Cristo (cioè l’eresia, l’apostasia e lo scisma) non avvengono senza i peccati degli uomini.” (CCC 817) Le eresie sono perciò evitabili soltanto se si accetta, per mezzo della fede e della ragione, di restare fedeli alla Chiesa cattolica, in alternativa il cancro delle eresie sarà inarrestabile e presente anche oggi, dopo 2021 anni di storia della Chiesa e in piena epoca relativista. Dunque si rende necessario sempre far luce anche sulle più velate forme di eresia, frutto di dubbio e negazione, che sono da considerarsi ferite inferte all’unità, lesioni a danno dell’anima e della ragione (che talvolta invece di supportare la fede la contrasta), e causa di offuscamento delle coscienze.

Ecco perché l’essere umano “nasce” 3 volte

  • 30 Aprile 2021 |

Risurrezione versus transumanesimo: la santità è la vera forma di perfezione umana

Di Maria Luisa Donatiello.

È Forse infondato teorizzare nella vita dell’essere umano tre possibili momenti di “inizio vita”? Tre stati dell’esistenza distinti, ma cruciali? Si potrebbe, alla luce della fede, affermare che l’essere umano, creato eterno da Dio già allo stato embrionale, “nasce” tre volte. Il concepimento rappresenta la prima nascita in cui avviene, ad opera di Dio, la creazione dell’anima insieme alle cellule che si svilupperanno fino a formare il corpo, il parto è la seconda nascita, quando la persona viene alla luce per vivere su questa Terra e la terza nascita definitiva ed eterna avverrà dopo la morte per mezzo della risurrezione, in virtù di Cristo, quando acquisiremo un corpo glorioso. Per dirla come Chiara Corbella ci ha insegnato, lei morta a soli 28 anni in odore di santità, “siamo nati per l’eternità per non morire mai più”, questa frase per un cristiano è da assurgere a postulato!

La Risurrezione di Cristo e degli esseri umani in virtù di Lui è infatti il fondamento della nostra fede cattolica: “Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede.” (1Cor 15, 12-14)

Perciò i tentativi di eliminare dall’esistenza umana ciò che è considerato spiacevole come vecchiaia, sofferenza, morte non possono avere un fondamento cristiano e hanno portato allo sviluppo di pericolose teorie quali il Transumanesimo e il Postumanesimo che pongono sullo stesso piano gli esseri umani, animali e le intelligenze artificiali, svilendo così la natura umana che viene privata della consapevolezza di possedere, fin dall’origine, un’anima immortale e negando all’uomo ogni prospettiva trascendente.

        La prof.ssa Elena Postigo Solana (Professore Associato di Bioetica e Antropologia presso l’Universidad CEU S. Pablo, Madrid) in un articolo dal titolo “Transumanesimo e postumano: principi teorici e implicazioni bioetiche”, pubblicato sulla rivista internazionale di bioetica “Medicina e morale”, scrive, citando la definizione di transumanesimo delineata dal filosofo svedese Nick Bostrom,: “Il transumanesimo è stato definito come “un movimento culturale, intellettuale e scientifico, che afferma il dovere morale di migliorare le capacità fisiche e cognitive della specie umana e di applicare le nuove tecnologie all’uomo, affinché si possano eliminare aspetti non desiderati e non necessari della condizione umana come la sofferenza, la malattia, l’invecchiamento, e persino, l’essere mortali. […] È sempre Bostrom a precisare una distinzione tra un “transumano”, che sarebbe un essere umano in fase di transizione verso il postumano, vale a dire, qualcuno con capacità fisiche, intellettuali e psicologiche “migliori” rispetto ad un “umano normale”; e un “postumano”, che sarebbe un essere (non determina se naturale o artificiale) che ha le seguenti caratteristiche: aspettative di vita superiori ai 500 anni, capacità cognitive due volte al di sopra del massimo possibile per l’uomo attuale, controllo degli input sensoriali, senza sofferenza psicologica. […] Il transumanesimo è fautore del benessere per tutti gli esseri senzienti (siano questi umani, intelligenze artificiali, animali o potenziali extraterrestri) ed include molti principi dell’umanesimo moderno.”

I risvolti etico-morali di tali teorie sono evidentemente tragici in quanto conducono l’uomo ad un’esistenza priva della vera speranza che risiede nella consapevolezza della risurrezione e della vita eterna: si banalizza il senso del dolore e della sofferenza, condizioni che è lecito tentare di alleviare mediante i progressi medico scientifici, ma che non sono prive di senso, la lettera apostolica di Papa Giovanni Paolo II “Salvifici doloris” (1984) infatti è tutta incentrata sul tema della sofferenza come mezzo salvifico.

Il cristiano è certo che l’essere umano è amato da Dio perché Sua creatura ed è consapevole di essere chiamato all’eternità, ma ciò che attanaglia ogni uomo è la paura della morte. È giusto tentare di vincere la morte fisica? Per un cristiano la risposta è negativa! Non è lecito tentare di superare, di vincere la morte fisica perché l’uomo tende per sua natura a Dio, come un bambino cerca la mamma l’essere umano cerca Dio e si dà pace solo quando da Dio si fa trovare, perciò non ha senso vivere in eterno su questa terra e cercare con ogni mezzo di allungare i nostri giorni. La natura dell’uomo viene svilita se si persegue l’idolo della salute ad ogni costo e della lunga vita. Il potere sull’esistenza umana spetta solo a Dio! Così quando l’uomo tenta di sostituirsi a Dio in materia di vita e di morte cade nel peccato rovinoso e demoniaco della superbia perché tendere alla perfezione si può, ma soltanto per mezzo di Cristo che ci conduce alla santità che è vera forma di perfezione umana e strada privilegiata per la vera immortalità: “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?” (Mt 16, 25-26)

Sottoscrivi questo feed RSS