Pandemia: La preghiera della Chiesa afflitta dalle pestilenze.

Siamo ormai vmaria rosario01icini all'inizio, con il 1° maggio 2021, del mese di preghiera che Papa Francesco ha indetto contro la Pandemia che sta ancora prepotentemente tormentando il mondo. La Chiesa non è nuova nell'affrontare queste tragiche situazioni. Per esempio, nella pestilenza a Coimbra (Portogallo) nel 1317, le Suore del Monastero di Santa Chiara, vicine all'epicentro dell'epidemia, riceverono da un pellegrino che si trovò a passare dal loro monastero, poi associato a San Bartolomeo, una preghiera per scongiurare il diffondersi dell'epidemia. Le Clarisse la recitarono fino a quando il flagello non si placò. Ecco quella preghiera.








La Stella del Cielo, che diè latte al Signore,
distrusse la peste della morte,
che fu introdotta al mondo dal progenitore degli uomini.
Si degni ora la medesima Stella placare il cielo,
che irato contro la terra
distrugge i popoli con la crudele piaga di morte.
O pietosissima Stella del mare,
Tu ne scampa dalla peste.
Sii propizia alle nostre preghiere, o Signora,
perché il tuo Figliuolo,
che nulla a Te nega, ti onora.
O Gesù, salva noi,
pei quali ti prega la Vergine tua Madre.

Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.

Dio di misericordia, Dio di pietà, Dio di perdono, che ti movesti a compassione dell’afflizione del tuo popolo, e dicesti all’Angelo che percoteva il tuo popolo: Arresta il tuo braccio per amore di quella gloriosa Stella, dal cui prezioso petto succhiasti dolcemente il latte contro il veleno dei nostri peccati; vieni in nostro aiuto con la tua divina grazia affinché per intercessione della Beata Vergine Maria tua Madre e del Beato Bartolomeo Apostolo tuo diletto, siamo certamente liberati da qualsiasi contagio pestifero e dalla morte improvvisa, e siamo salvati da ogni pericolo di perderci. Per te, Gesù Cristo, Re della gloria, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

Da sempre la fede popolare si rivolge a protettori speciali per prevenire e combattere le malattie. Una tradizione che si rinnova, anche oggi, nei giorni del contagio da coronavirus.

La preghiera è un’arma potentissima contro la diffusione del male. A patto naturalmente che ci si creda davvero. Non stupisce allora che nei giorni dell’emergenza da coronavirus si moltiplichino le invocazioni di aiuto dall’Alto. Si guarda soprattutto alla Vergine Maria ma anche ai santi, che per vicende legate alla loro vita si sono dimostrati particolarmente attenti a un problema o a una particolare emergenza. A cominciare da santa Rita, la santa dei casi impossibili e disperati, che durante la sua esistenza curò i malati di peste nel lazzaretto di Roccaporena.

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Santa Rita da Cascia 

 

A lei ad esempio ha dedicato una speciale preghiera l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo. Sempre a lei si è rivolta la madre priora del Monastero Santa Rita di Cascia, suor Maria Rosa Bernardinis, pregando davanti all’urna che custodisce il corpo della santa. Ecco il testo della sua invocazione:

“In questi tempi difficili che ci vedono fragili e smarriti a causa del virus, mi rivolgo a te amata Santa Rita e chiedo la tua intercessione presso il Signore. Dona a tutti noi la forza dello Spirito, che tu hai saputo accogliere, per affrontare questa prova. Aiuta a non sentirsi soli coloro che sono in isolamento, anzi unisci noi tutti nella potenza della preghiera e nel tuo amorevole abbraccio. Rita, tu che sei sempre stata vicino ai sofferenti, sostieni chi è malato e accompagnalo con premura verso la guarigione. Tu che hai superato molti dolori, accogli in Cielo tutti coloro che hanno perduto la vita a causa del coronavirus e porta conforto alle loro famiglie, donandogli la pace del cuore. Fa’ che alle istituzioni e al personale sanitario non manchino energie e porgi loro la tua mano Rita, perché possano lavorare al meglio per la vita. Fa’ che arrivi il tuo supporto anche a chi si trova in difficoltà per le conseguenze socio-economiche. Aiutaci Santa Rita portando al Padre il nostro bisogno di speranza e guidaci a un domani migliore. Amen”.

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 San Rocco 

Protettore dalla peste e più in generale dalle epidemie è anche san Rocco, straordinaria figura di pellegrino vissuta nel XIV secolo che attraversò l’Italia curando e confortando gli appestati. Nei santuari e nelle chiese a lui dedicati, solo in Italia se ne contano circa 3mila, in questi giorni si organizzano novene e celebrazioni. Tra le preghiere che invocano la sua intercessione, ce n’è una brevissima e molto facile da ricordare.

“Rocco, pellegrino laico in Europa,
contagiato, incarcerato,
tu che hai guarito i corpi
e hai portato gli uomini a Dio,
intercedi per noi
e salvaci dalle miserie
del corpo e dell’anima”.

 

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 San Sebastiano 

 

Storicamente l’epidemia più diffusa e tragicamente nota all’umanità è quella della peste. Un contagio contro cui tradizionalmente ci si rivolge ad alcuni santi “speciali”. Oltre ai già citati santa Rita e san Rocco, san Michele Arcangelo, sant’Antonio abate, san Cristoforo e san Sebastiano. Quest’ultimo perché le ferite causate dalle frecce di cui è trafitto nell’iconografia classica sono paragonate ai bubboni della peste. Ecco una delle preghiera dedicate a san Sebastiano.

“Per quei prodigi strepitosi avvenuti nella tua vita, ti preghiamo, o glorioso martire San Sebastiano, di poter essere sempre animati da quella fede e da quella carità che opera i più grandi prodigi e poter essere così favoriti dalla divina assistenza in tutti i nostri bisogni”.

Comunque al di là del santo cui ci si rivolge, queste invocazioni sottolineano un dato comune: la fiducia nella forza della preghiera. Che ciascuno testimonia secondo la propria sensibilità. C’è chi predilige lunghe riflessioni e chi si limita a una semplice, e per questo ancora più bella “Ave Maria”.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 27 Aprile 2021 16:46
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Admin

Laurea in Teologia Dogmatica presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

Veritas semper una est.

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