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Venerdì, 26 Gennaio 2018 14:57

Il prof. Buttiglione e la sua erronea concezione del peccato grave

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Il prof. Buttiglione e la sua erronea concezione del peccato grave

Alla pagina 173 del suo testo: «Risposte amichevoli ai critici di Amoris Laetitia» il prof. Buttiglione fa una distinzione tra peccato grave e peccato mortale e dice che il peccato grave è specificato dalla materia grave mentre «il peccato mortale è specificato dall’effetto sul soggetto ( fa morire l’anima)» e continua affermando che tutti i peccati mortali sono gravi ma non tutti i peccati gravi sono mortali perché un peccato grave può essere commesso senza piena avvertenza o deliberato consenso 
Notiamo anzitutto che l’anima è immortale … dunque affermare sic et simpliciter che il peccato fa morire l’anima lascia molto perplessi … bisognerebbe precisare che fa morire la vita divina dell’anima ma non l’anima che è immortale … Ma il punto fondamentale della nostra critica alle affermazioni del prof. Buttiglione riguarda il fatto che la distinzione che lui fa tra peccato grave e peccato mortale appare sbagliata e fuori dall’insegnamento della Chiesa perché il peccato grave è peccato mortale e il peccato mortale è peccato grave; il peccato grave non c’è senza piena avvertenza e deliberato consenso, se è commesso senza piena avvertenza e/o senza deliberato consenso un peccato avente materia grave è veniale; qui di seguito mostreremo con testi magisteriali o di importanti teologi che le cose stanno precisamente come noi affermiamo e non come ha scritto il prof. Buttiglione.

Partiamo da un testo particolarmente illuminante su questo tema, è una catechesi di s. Giovanni Paolo II: “Di qui anche proviene la differenza tra peccato “grave” e peccato “veniale”. Se il peccato grave è contemporaneamente “mortale”, è perché causa la perdita della grazia santificante in colui che lo commette. … Ma come abbiamo detto, anche nel peccato attuale, quando si tratta di peccato grave (mortale), l’uomo sceglie se stesso contro Dio, sceglie la creazione contro il Creatore, respinge l’amore del Padre così come il figlio prodigo nella prima fase della sua folle avventura. In una certa misura ogni peccato dell’uomo esprime quel “mysterium iniquitatis” (2 Ts 2, 7), che sant’Agostino ha racchiuso nelle parole: “amor sui usque ad contemptum Dei”: l’amore di sé fino al disprezzo di Dio (“De Civitate Dei”, XIV, 28: PL 41, 436).” ( Catechesi del 29.10.1986 http://w2.vatican.va/…/1986/docu…/hf_jp-ii_aud_19861029.html ) Il peccato grave è dunque il peccato mortale!! 

Il peccato grave è tale perché è una violazione grave dell’ordine morale, è una violazione grave della Legge di Dio, ed è mortale perché toglie la grazia che è la vita dell’anima. 

Qui di seguito metto dei testi che traggo dal Catechismo della Chiesa Cattolica e che mostrano come non esiste un peccato morale che non sia grave né un peccato grave che non sia mortale

N. 2390 Si ha una libera unione quando l’uomo e la donna rifiutano di dare una forma giuridica e pubblica a un legame che implica l’intimità sessuale. …  l’atto sessuale deve avere posto esclusivamente nel matrimonio; al di fuori di esso costituisce sempre un peccato grave ed esclude dalla comunione sacramentale.”

Il peccato grave esclude dalla Comunione sacramentale … perché è mortale e fa morire l’anima alla grazia santificante e rende  gravemente illecita la Comunione. 

N. 1385 “ … Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione.”

… deve ricevere la Riconciliazione appunto perché un tale peccato è mortale e l’anima ha perso, con esso, la vita della grazia! Il peccato grave esclude dalla Comunione sacramentale … perché è mortale e fa morire l’anima alla grazia santificante e rende  gravemente illecita la Comunione. 

N. 1446 “Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale. A costoro il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione. I Padri della Chiesa presentano questo sacramento come «la seconda tavola [di salvezza] dopo il naufragio della grazia perduta» [Tertulliano, De paenitentia, 4, 2; cf Concilio di Trento: Denz. –Schönm., 1542].”

Si noti bene : coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave … hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale. Come si vede il peccato grave fa perdere la grazia e quindi è mortale … cioè fa morire l’anima alla grazia santificante!

N. 1470 “In questo sacramento, il peccatore, rimettendosi al giudizio misericordioso di Dio, anticipa in un certo modo il giudizio al quale sarà sottoposto al termine di questa vita terrena. E» infatti ora, in questa vita, che ci è offerta la possibilità di scegliere tra la vita e la morte, ed è soltanto attraverso il cammino della conversione che possiamo entrare nel Regno, dal quale il peccato grave esclude [Cf 1Cor 5,11; Gal 5,1921; Ap 22,15 ]. Convertendosi a Cristo mediante la penitenza e la fede, il peccatore passa dalla morte alla vita «e non va incontro al giudizio» ( Gv 5,24 ).

Si noti bene : il peccato grave esclude dal Regno, cioè dalla vita eterna … quindi è mortale!

N. 1472 “Per comprendere questa dottrina e questa pratica della Chiesa bisogna tener presente che il peccato ha una duplice conseguenza. Il peccato grave ci priva della comunione con Dio e perciò ci rende incapaci di conseguire la vita eterna, la cui privazione è chiamata la «pena eterna» del peccato. ”

Si noti bene : il peccato grave ci priva della Comunione con Dio e perciò rende incapaci di conseguire la vita eterna … quindi è mortale!

N. 2390 “ … l’atto sessuale deve aver posto esclusivamente nel matrimonio; al di fuori di esso costituisce sempre un peccato grave ed esclude dalla Comunione sacramentale.”

Il peccato grave impedisce la Comunione sacramentale … infatti è peccato mortale e fa perdere la vita della grazia … occorre confessarsi per ricevere la vita di grazia e per ricevere la s. Comunione : l» Eucaristia è Sacramento dei vivi e non dei morti!

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha affermato:“ È stato prospettato il quesito alla S. Congregazione per la Dottrina della Fede, se debba considerarsi tuttora obbligatoria la disciplina sancita dal Canone 856 C. J. C. relativamente alla assoluzione sacramentale da premettersi alla S. Comunione quando sia stato commesso peccato grave.

La risposta della Superiore Autorità è che rimane tassativa la disciplina prescritta dal menzionato canone, e che pertanto sono da respingersi, come aliene dal sensus Ecclesiae, tutte le altre interpretazioni.” ( http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19680711_responsum_it.html )

Il peccato grave impedisce la Comunione sacramentale … infatti è peccato mortale e fa perdere la vita della grazia … occorre confessarsi per ricevere la vita di grazia e per ricevere la s. Comunione : l» Eucaristia è Sacramento dei vivi e non dei morti!

La Commissione Teologica Internazionale affermò “ 8.2. La Chiesa crede che esiste uno stato di condanna definitiva per coloro che muoiono gravati di peccato grave. Si deve evitare assolutamente d’intendere lo stato di purificazione per l’incontro con Dio, in modo troppo simile a quello della condanna, come se la differenza tra i due consistesse solo nel fatto che l’uno sarebbe eterno e l’altro temporaneo; la purificazione dopo la morte è «del tutto diversa dal castigo dei condannati». ( http://www.vatican.va/…/rc_cti_1990_problemi-attuali-escato… )

Si noti bene : la Chiesa crede che esiste uno stato di condanna definitiva per coloro che muoiono gravati di peccato grave … quindi il peccato grave è mortale!

Papa Pio XII disse “Che, nelle presenti circostanze, è stretto obbligo per quanti ne hanno il diritto, uomini e donne, di prender parte alle elezioni. Chi se ne astiene, specialmente per indolenza o per viltà, commette in sé un peccato grave, una colpa mortale.” ( Discorso del 10 marzo 1948http://w2.vatican.va/…/hf_pxii_spe_19480310_intima-gioia.ht… )

Il peccato grave è colpa mortale … cioè peccato mortale.

S. Giovanni Paolo II affermò : “In questa linea giustamente il Catechismo della Chiesa Cattolica stabilisce: « Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla comunione ».( n. 1385; cfr Codice di Diritto Canonico, can. 916; Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, can. 711.  ) Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell’apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell’Eucaristia, « si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale ».(Discorso ai membri della Sacra Penitenzieria Apostolica e ai Penitenzieri delle Basiliche Patriarcali di Roma (30 gennaio 1981): AAS 73 (1981), 203. Cfr Conc. Ecum. Tridentino, Sess. XIII, Decretum de ss. Eucharistia, cap. 7 et can. 11: DS 1647, 1661. )  37. … Nei casi però di un comportamento esterno gravemente, manifestamente e stabilmente contrario alla norma morale, la Chiesa, nella sua cura pastorale del buon ordine comunitario e per il rispetto del Sacramento, non può non sentirsi chiamata in causa. A questa situazione di manifesta indisposizione morale fa riferimento la norma del Codice di Diritto Canonico sulla non ammissione alla comunione eucaristica di quanti « ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto ».76” ( Ecclesia de Eucharistia nn. 3637 http://w2.vatican.va/…/hf_jp-ii_enc_20030417_eccl-de-euch.h… )

Ancora s. Giovanni Paolo II affermò:
“ È chiaro che non possono ricevere validamente l’assoluzione i penitenti che vivono in stato abituale di peccato grave e non intendono cambiare la loro situazione.” ( LETTERA APOSTOLICA
IN FORMA DI «MOTU PROPRIO» MISERICORDIA DEI
http://w2.vatican.va/…/hf_jp-ii_motu-proprio_20020502_miser… )

Non ricevono validamente l’assoluzione i penitenti che sono in peccato grave e non intendono cambiare la loro situazione perché sono privi della grazia santificante e vogliono restare in tle privazione … il peccato grave è peccato mortale!

 Come è evidente in tutti questi testi il peccato grave è il peccato mortale e il peccato mortale è il peccato grave!

La sana teologia non presenta il peccato grave come diverso dal peccato mortale, IN QUESTA LINEA LE AFFERMAZIONI DEL PROF. BUTTIGLIONE APPAIONO SBAGLIATE E FUORVIANTI. Contrariamente a ciò che lui dice, il Magistero afferma: tutti i peccati gravi sono mortali, tutti i peccati mortali sono gravi; se la materia è grave ma manca piena avvertenza o deliberato consenso il peccato non è grave ma veniale.

Don Tullio Rotondo 

Letto 343 volte Ultima modifica il Domenica, 20 Ottobre 2019 06:01
Don Tullio

Don Tullio è un sacerdote di Santa Romana Chiesa, Dottore in teologia morale e laurea in giurisprudenza.

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