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(es. Mt 28,120):
Per parola:
   
   
Il presente sito non è un prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare.

Questo sito nasce dalla necessità di riscoprire quell’ambito della teologia che passa sotto il nome di Apologetica.
Sono sempre più i siti web e le situazioni in cui la Fede cattolica è attaccata da confessioni di ispirazione cristiana, e di diversa origine, che, manipolando le Sacre Scritture o interpretandole in modo tendenzioso e personale, vogliono negare l’unica Chiesa che Gesù stesso istituì su Pietro e che da due millenni indica a tutti gli uomini la giusta Via per conoscere e seguire Dio in Verità.
La Chiesa stessa ci esorta a difendere e diffondere la nostra Fede non solo in Cristo morto e Risorto per la nostra salvezza ma anche la Chiesa: Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana.

«La Chiesa, alla quale Cristo Signore affidò il deposito della fede affinché essa stessa, con l’assistenza dello Spirito Santo, custodisse santamente, scrutasse più intimamente, annunziasse ed esponesse fedelmente la verità rivelata, ha il dovere e il diritto nativo, anche con l’uso di propri strumenti di comunicazione sociale, indipendente da qualsiasi umana potestà, di predicare il Vangelo a tutte le genti.»(CIC Can. 747 — §1).
Cos’è l’Apologetica?
Per il cristianesimo apologia è la difesa, a livello sempre letterario, della fede vissuta. In questo senso sono famose le due Apologie di Giustino, opere redatte per giustificare di fronte ai pagani la fede cristiana, per combattere l’ignoranza che girava intorno alla fede cristiana..
Il termine apologetica inizia piano piano a sostituirsi ad apologia nel momento in cui inizia a realizzarsi una struttura sistematica dei contenuti di fede cristiana. L’apologetica quindi ha integrato in sé i compiti dell’apologia fornendo al discorso sulla fede quei fondamenti razionali che la rendono salda.
L’apologetica, è presente fin dal dagli Scritti nel Nuovo testamento, nella Prima lettera di Pietro vi troviamo scritto:
… adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.»
Essa sarà sempre più importante per spiegare la fede cristiana:
Agli ebrei: progressivamente c’è un vero e proprio scontro che porterà la Chiesa a distanziarsi dalla sua origine, ad avere una propria identità e autocoscienza
Ai pagani: I problemi qui sono diversi:
Difendersi dalle accuse dei pagani, confutando i vari attacchi contro il cristianesimo e i cristiani. Lo scopo è quello di raggiungere la tolleranza religiosa nei confronti dei cristiani.
Presentare il vero cristianesimo, presentato da chi voleva perseguitarlo in modo negativo. Eliminare quindi ogni ignoranza sul cristianesimo.
Alle eresie: difesa della vera fede cristiane contro le nascenti eresie.
Gli strumenti dell’apologeta sono la ragione, la filosofia, la tradizione e la Scrittura. Sulla base di questo metodo la teologia apologetica si è sempre impegnata nel corso dei secoli a motivare, a sostenere e a difendere le verità rivelate. Lo ha fatto con il sangue nei primi quattro secoli; lo ha fatto con autorità nel periodo della Riforma luterana dove con il Concilio di Trento ha strenuamente difeso le Verità della Fede con tutti i mezzi che aveva a disposizione.
Dopo il Concilio Vaticano II ha assunto anche il nome di Teologia Fondamentale, nella convinzione di non avere più grandi nemici come in passato la teologia fondamentale si è orientata principalmente su due fronti:
1. Da un lato si occupa dei “fondamenti”, di quelle basi dalle quali deriva poi tutto quello che noi crediamo: la cristologia, la Trinità, la morale, la visione dell’uomo, il peccato, ecc. Possiamo già definire questo con una parola: la Rivelazione. La Teologia fondamentale vuole riflettere sul fatto che Dio si rivela, si fa conoscere.
2. Dall’altro la Teologia Fondamentale si occupa del perché noi crediamo, dei motivi della nostra fede. Parlando dei fondamenti della fede noi arriviamo sempre a porci la domanda: “Cosa rispondi ad un altro che ti chiede perché credi? Come sai spiegare con la tua mente, col tuo pensiero, con le tue parole, il motivo per cui credi?” E’ il tema della credibilità del cristianesimo.
Consapevoli del tempo che passa e della necessità di adeguare anche il linguaggio rimaniamo convinti di quanto l’Apologetica sia ancora oggi fondamentale nella vita di un cristiano cattolico perché non si può aderire a quel che non si conosce né tanto meno lo si può difendere dagli attacchi che il mondo gli rivolge in tutte le sue più esasperate ideologie:illuminismo, modernismo, progressismo, comunismo, globalismo, comunismo, socialismo ecc. Inoltre non dimentichiamo come certe religioni non cristiane, ancora oggi, abbiano come oggetto l’attacco materiale del cristianesimo stesso, desiderandone la totale eliminazione.
Forti di queste consapevolezze e desiderosi di proclamate la Verità di Cristo tutta intera poniamo i nostri sforzi, il nostro tempo, e le nostre stesse persone al servizio di Nostro Signore Gesù Cristo anche attraverso questo mezzo, oggi così denigrato anche in ambito ecclesiale. Finché esisterà la Chiesa di Cristo pellegrina ed itinerante sulla terra avremmo bisogno della scienza della Teologia Apologetica per rendere ragione della Fede che è in noi!
   

Risposta al prete Ariel Levi


Clicca sull’immagine per vedere il video.

   

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«Dice s. Gregorio: Chi si dedica al celeste ufficio della predicazione, abbandonata ormai l’abiezione delle opere terrene, appare come situato al di sopra di tutto; e tanto più facilmente trascina i fedeli a diventar migliori, quanto più parla dall’alto con l’esempio della sua vita. Penetra più facilmente nel cuore degli ascoltatori quella voce che è accreditata dalla vita di colui che parla, perché ciò che egli comanda con la parola, aiuta a metterlo in pratica, dimostrandolo con l’esempio. (S. Antonio di Padova, Sermone della IV dom. di Avvento, http://www.santantonio.org/it/sermoni/sermoni-domenicali/domenica-iv-di-avvento)

«La predica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere. Cessino, ve ne prego, le parole, parlino le opere. Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché egli maledì il fico, in cui non trovò frutto, ma solo foglie. «Una legge, dice Gregorio, si imponga al predicatore: metta in atto ciò che predica». Inutilmente vanta la conoscenza della legge colui che con le opere distrugge la sua dottrina. Gli apostoli «cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo dava loro il potere di esprimersi» (At 2, 4). Beato dunque chi parla secondo il dettame di questo Spirito e non secondo l’inclinazione del suo animo. Vi sono infatti alcuni che parlano secondo il loro spirito, rubano le parole degli altri e le propalano come proprie. Di costoro e dei loro simili il Signore dice a Geremia: «Perciò, eccomi contro i profeti, oracolo del Signore, i quali si rubano gli uni gli altri le mie parole. Eccomi contro i profeti, oracolo del Signore, che muovono la lingua per dare oracoli. Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri, dice il Signore, che li raccontano e travìano il mio popolo con menzogne e millanterie. Io non li ho inviati né ho dato alcun ordine. Essi non gioveranno affatto a questo popolo. Parola del Signore» (Ger 23, 3032). Parliamo quindi secondo quanto ci è dato dallo Spirito Santo, e supplichiamolo umilmente che ci infonda la sua grazia per realizzare di nuovo il giorno di Pentecoste nella perfezione dei cinque sensi e nell’osservanza del decalogo. Preghiamolo che ci ricolmi di un potente spirito di contrizione e che accenda in noi le lingue di fuoco per la professione della fede, perché, ardenti e illuminati negli splendori dei santi, meritiamo di vedere Dio uno e trino». (S. Antonio di Padova, Sermone della domenica di Pentecoste (1), n.16  http://www.santantonio.org/it/sermoni/sermoni-domenicali/domenica-di-pentecoste-1)   

«….. il predicatore (però) dev’essere aereo, cioè celeste, affinché la sua familiarità sia con il cielo. Si legge infatti nell’Esodo che “sotto i piedi del Signore c’era come un’opera di pietra di zaffiro, simile al cielo quand’è sereno” (Es 24,10). Lo zaffiro è color dell’aria; l’opera di pietra di zaffiro è la vita del predicatore santo, che con l’umiltà della sua mente è prostrato ai piedi dell’incarnazione del Signore, ed è come sospeso nell’aria nella contemplazione della celeste beatitudine.»(S. Antonio di Padova, Sermone della IV dom. di Avvento http://www.santantonio.org/it/sermoni/sermoni-domenicali/domenica-iv-di-avvento)

Chiunque pertanto si propone di fare del bene alle anime e di edificare il prossimo colle sue parole, deve prima di tutto possedere in se stesso quanto intende d’insegnare agli altri: altrimenti porterà poco frutto, perché la sua parola rimarrà inefficace finché i suoi uditori non lo vedranno praticare tutto quello ch’egli insegna e molto di più ancora.” (S. Vincenzo Ferrer “Trattato della vita spirituale” , prefazione)

«83. Corre la Regola del raccoglimento, dilettissimi miei, questa è la Regola delle Regole, se l’osservaremo puntualmente, ci faremo santi, e presto santi. Ma il male si è, che questa Regola pare che sia stata esiliata dalla nostra Congregazione. Si vede che quasi tutti escono dalle stanze senza necessità; si vede che tanti parlano senza ritegno nei luoghi proibiti, nella cucina, nel refettorio. Chi si lamenta del cibo, chi della veste, chi del superiore, chi mormora da una parte, e chi da un’altra. Io per tanto per animare prima me, e poi qualche altro mio compagno, voglio mettervi avanti gli occhi questi due motivi: Il primo, noi siamo venuti in Congregazione per imitare più da vicino GesuCristo; è stato trent’anni in silenzio, in tre parlò; e di che parlò? della Dottrina, che aveva ricevuta dal suo eterno Padre, e pure la notte spendeva a stare in silenzio, e fare orazione. Il secondo interessato: Dice Tommaso de Kempis54: In silentio proficit anima devota, ibi discit abscondita scripturarum, ibi invenit fluenta lacrymarum. Nella solitudine veramente si avanza l’anima devota. Ricordatevi di quello, che i naturalisti55 dicono della conchiglia cioè che ella esce la sera a fior d’acqua, e ricevuta una goccia di rugiada si chiude così bene e se ne va nel fondo del mare, e quivi lavora la perla; se accade che entra in essa un poco d’acqua, etc. Così un’anima raccolta, se predica, se parla, infiamma etc. Al contrario etc. un’anima raccolta è dal Signore consolata col dono delle lagrime etc. Fratello mio, ti lamenti, che sei dissipato etc. che sei duro di cuore etc… 84. Bella cosa è amare GesuCristo con tutto il cuore. Ma quanto oh pochi sono quelli uomini, que» religiosi, e diciamolo pure, e quelli della nostra Congregazione, che veramente nutriscono nel loro cuore un tale affetto. Imperocché si vede coll’esperienza, che l’amor di molti, e non sgarro, se dico della maggior parte, non solo de cristiani, ma ancora di persone chiamate a vita santa, e perfetta consiste in sole sole parole, e poco, e quasi niente ne» fatti, dove dovrebbe certamente consistere. Che importa amare Iddio con tutto il cuore? importa, se si parla di un semplice cristiano che osservi puntualmente tutti i dieci comandamenti di Dio? importa, se si parla de» Religiosi, che attenda, oltre l’osservanza della legge di Dio, e della Chiesa, a farsi santo, ad osservare puntualmente i tre voti, e la sua Regola. Veniamo a noi, che importa amare? importa che un soggetto della nostra Congregazione, un Padre, un Fratello, un Novizio osservi con puntualità la nostra Regola, che si mantenga in continuo raccoglimento, che non esca dalla stanza senza necessità, che non parli in tempo di silenzio, né nei luoghi di silenzio: importa che riceva con umiltà le correzioni, che li sono fatte, specialmente quelle de» Superiori; importa, che ami i disprezzi, come gli hanno amato i santi o almeno li sopporti con pazienza senza sdegnarsi; importi che ami la mortificazione interna, ed esterna; o almeno sopporti quello che Dio li manda, specialmente a tavola, se il cibo ec. se la veste ec. importa che sia come un poco di creta in mano del vasajo: o almeno si vinca, non disubbidisca volontariamente: Voi fate ec. Ho gran pena, paura ec. Confondiamoci etc. raccomandiamoci a Maria Santissima. ( S. Alfonso de» Liguori, Sentimenti do Monsignore,  http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P30U.HTM )

A un Parroco che si lamentava della indifferenza dei fedeli della comunità di tale Parroco, il s. Curato d’Ars la cui Parrocchia era stata da lui trasformata e convertita a Cristo, rispose: “ Avete predicato? Avete pregato? Avete digiunato? Vi siete disciplinato? Avete dormito su duro giaciglio? Finché non vi risolvete a fare questo non avete diritto di lamentarvi.”  (Trochu “Vita del Curato d’Ars.” c. 15)  

Dio ci renda veramente santi e parli attraverso noi , sicché le nostre prediche siano veramente efficaci per il vero bene delle anime. 

Don Tullio Rotondo 

 

 

 

 

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